A La Spezia, in Liguria: impianti anche con poco osso con il protocollo All-on-Full™ e la Bilateral Sinus Solution™ (BSS). In 2 ore denti fissi: 14 denti, tutti i molari, senza innesti, senza rialzi, senza zigomatici. Guarda il video: è tutto nero su bianco.
Il protocollo registrato — All-on-Full™ e BSS spiegati passo dopo passo, alla luce del sole
L'implantologia tradizionale si ancora all'osso alveolare, che si riassorbe. Quando manca: innesti, rialzi del seno, zigomatici, protesi accorciate in premaxilla. Doloroso, costoso, spesso destinato a fallire.
Il grande salto: dividere l'implantologia in due mondi. Noi non tocchiamo l'osso che si consuma: andiamo a pescare l'osso basale, corticale e durissimo, che non si riassorbe mai.
14 impianti, ogni dente col suo sostegno, molari veri, zero finta gengiva. I seni mascellari non sono più un muro: si bypassano. Protocolli pubblici, consultabili da ogni paziente.
I vecchi protocolli (All-on-4, All-on-6, Toronto Bridge) si ancorano all'osso alveolare: un tessuto morbido, spugnoso e altamente soggetto a riassorbimento rapido dopo la perdita dei denti.
Quando l'osso finisce, i seni mascellari diventano un muro. La vecchia scuola risponde in due modi: accorcia la protesi (impianti solo in premaxilla, senza molari) oppure entra in chirurgia demolitiva.
Grandi rialzi del seno, innesti autologhi complessi, 4 impianti zigomatici invasivi e sproporzionati. Soluzioni dolorose, costose e spesso destinate al fallimento nel tempo.
Il massetere è una delle macchine di compressione più potenti del corpo. Senza molari posteriori, tutta la sua forza si scarica sui pochi impianti anteriori: momento torcente, infiammazione, cedimento strutturale certo.
Un paziente giovane ha decenni di masticazione davanti. Affidarsi a un All-on-4 significa condannarsi a un consumo precoce. I giovani richiedono una distribuzione biomeccanica completa: è una necessità, non una scelta.
Per decenni i pazienti sono stati costretti in un vicolo cieco clinico: scelte di compromesso che prima o poi si pagano. La storia dell'implantologia moderna è la storia di questi compromessi — fino ad oggi.
Se stai pensando di rifare l'intera arcata superiore, esiste un solo confronto che conta: da una parte il mondo di ieri — 4 o 6 impianti concentrati solo in premaxilla, senza molari, con la finta gengiva — dall'altra All-on-Full™: un'arcata completa, con ogni dente al suo posto e i molari veri dove devono stare. Ecco il sorpasso, punto per punto:
Un'arcata senza molari non è un'arcata: è una mezza bocca.
All-on-Full™ è la prima scelta di chi deve rifare l'arcata superiore — e ora sai perché.
La riabilitazione con 4-6 impianti solo nella premaxilla costruisce un ponte senza colonne posteriori: niente molari, cantilever obbligatorio, masticazione frontale patologica. Oggi, con All-on-Full®, Bilateral Sinus Solution™ e Circolare d'Autore®, i pilastri posteriori si ricostruiscono sempre: 14 denti, zero cantilever, zero finta gengiva.
Con le conoscenze biomeccaniche moderne, questa configurazione è considerata inadeguata, instabile e non etica per qualunque paziente, giovane o adulto. La premaxilla è una zona morbida, spugnosa, non progettata per carichi posteriori: usarla come unico pilastro significa costruire un ponte senza colonne posteriori.
Pazienti anziani, osso atrofico, massetere debole, aspettative limitate. Non esistevano impianti pterigoidei moderni né si usava la corticale profonda: l'unica zona "facile" era la premaxilla. Pochi impianti davanti + cantilever dietro.
Con All-on-4/6 si è standardizzata la premaxilla come "zona sicura", accettato il cantilever come "compromesso", introdotta la gengiva finta e ridotta l'arcata a 10-12 denti. Pensata per anziani, non per massetere potente, bruxismo e vita lunga.
Con All-on-Full®, BSS™ e Circolare d'Autore® si è dimostrato che i pilastri posteriori si ricostruiscono sempre, la corticale basale è sempre disponibile, i cantilever non servono più e l'arcata è sempre completa: la tecnica "solo anteriori" è obsoleta.
La sua struttura è spugnosa, morbida, sottile, non corticale: una zona non portante. Costruire un'arcata completa su questa zona è biomeccanicamente errato.
Nessuna emergenza in zona molare, nessun sostegno distale: cantilever inevitabile, la protesi diventa una leva instabile e gli impianti anteriori vengono sovraccaricati.
Il massetere è il muscolo più potente del corpo e scarica posteriormente. Con impianti solo davanti la forza viene deviata in avanti: impianti compressi e torciti, rischio di perdita implantare.
La masticazione naturale è verticale, bilaterale, posteriore. Con impianti solo anteriori diventa frontale, orizzontale, instabile: fratture protesiche, usura precoce, dolore muscolare, disfunzione ATM.
Aumenta le forze di leva, moltiplica il carico sugli impianti anteriori, genera micro-movimenti e perdita ossea marginale, riduce la durata della protesi. È il motivo per cui questa tecnica non dovrebbe più essere usata.
La protesi deve essere lunga, coprire il cantilever, compensare la mancanza di molari e nascondere la linea del sorriso: estetica artificiale, sorriso "da protesi totale", compromesso non accettabile.
10-12 denti, mancano prime e seconde molari, manca la funzione triturante e la stabilità occlusale. Un'arcata ridotta è una protesi geriatrica, non moderna.
Massetere potente, bruxismo frequente, vita lunga, aspettative estetiche alte, funzione completa necessaria.
Necessità di molari veri, stabilità occlusale, prevenzione delle disfunzioni ATM, durata protesica nel tempo.
Anche negli anziani la masticazione frontale è dannosa, il cantilever è instabile e la premaxilla non è portante: non è più accettabile nemmeno per loro.
Nessun paziente dovrebbe essere riabilitato con 4-6 impianti solo nella premaxilla. Mai. Perché la premaxilla non è una zona portante, non sostiene molari, obbliga al cantilever e genera masticazione frontale patologica.
14 denti, pilastri distali veri, zero cantilever, stabilità anche per il bruxismo.
Doppio pilastro distale, massima stabilità, ideale per giovani e adulti.
Arcata completa, estetica naturale, biomeccanica corretta.
La tecnica con 4-6 impianti anteriori è un residuo storico: non rispetta l'anatomia, non rispetta la biomeccanica, non rispetta la funzione. Oggi esistono tecniche che ricostruiscono i pilastri posteriori e permettono arcate complete, stabili, naturali e durature.
Ogni riabilitazione deve rispettare la biomeccanica naturale: usare solo la premaxilla significa ignorare la fisiologia masticatoria e mettere il paziente a rischio di fallimenti nel lungo termine.
Quando un paziente ha perso la maggior parte dei denti e si rivolge a un centro odontoiatrico tradizionale, la proposta che sente ripetere più spesso è: "All-on-6". «Estraiamo tutto quello che resta, inseriamo 6 impianti nell'osso alveolare — quattro davanti e due nei settori posteriori — e avvitiamo sopra una protesi fissa circolare». Venduta come la soluzione definitiva, stabile e robusta.
L'All-on-6 si basa interamente sull'osso alveolare: quello che sorreggeva i denti e che si riassorbe appena i denti vengono estratti. Mettere 6 impianti in un osso che sta morendo o è già sottile significa caricare una struttura fragile.
Con i seni mascellari "scesi" o l'osso posteriore consumato, la protesi deve allungarsi a ponte con una pesante barra e una grossa finta gengiva in acrilico. Spazi chiusi dove si infila il cibo, impossibilità di pulire, rischio costante di perimplantite.
Se i due impianti posteriori — messi dove l'osso è più povero — cedono sotto la forza della masticazione ripetuta, l'intera struttura da 6 perni va in crisi e il paziente si ritrova con la protesi che si muove o si rompe.
La quantità di impianti — quattro, sei o otto — non serve a nulla se vengono messi nel posto sbagliato: l'osso alveolare che si riassorbe. È il posizionamento che decide il risultato, non il numero.
La bocca poteva essere trattata sfruttando l'osso basale profondo, che non si consuma mai, bypassando la carenza ossea posteriore senza compromessi strutturali e senza finte gengive ingombranti.
Con la Bilateral Sinus Solution™ (BSS) non ci affidiamo ai 6 perni standard messi "alla rinfusa" nell'alveolare che crolla: sfruttiamo pilastri strategici nativi e l'osso basale profondo (zone 18, 28, 15, 25), eliminando barriere di plastica e finte gengive.
Struttura fissa che ripristina tutti i molari posteriori: masticazione potente e naturale, pulizia interprossimale semplice, senza angoli nascosti dove proliferano i batteri.
Zero mesi di attesa con protesi provvisorie ballerine: entri con il problema ed esci con la struttura fissa ancorata e definitiva, grazie alla solidità dell'osso basale.
L'All-on-6 (come l'All-on-4) è il "pacchetto pronto" insegnato nei corsi commerciali di implantologia di massa: facile da vendere, componenti standard da catalogo, nessuna vera diagnosi anatomica avanzata.
Un odontoiatra generico o un centro commerciale non ha le competenze di chirurgia maxillo-facciale né la conoscenza della dissezione anatomica per gestire l'osso basale e bypassare i seni: propongono ciò che sanno fare, ignorando le alternative superiori.
Ora sai che un All-on-6 non è l'unica via per la protesi fissa. La scelta spetta a te, fatta finalmente con la massima cognizione di causa.
I pazienti che arrivano da noi dopo un All-on-4 o All-on-6 fallito si ritrovano con infezioni croniche, perimplantite e impianti compromessi. Eseguiamo la bonifica frontale degli impianti falliti ed eliminati, ripuliamo e rigeneriamo i tessuti, poi reinseriamo i nuovi impianti nella parte anteriore.
Abbandoniamo i vecchi schemi commerciali che cedono nell'alveolare: ai nuovi impianti anteriori abbiniamo due impianti basali posteriori che reggono e bypassano i seni mascellari. Configurazione biomeccanica con stabilità primaria tale da avvitare tutti i 14 denti fissi in 1-2 ore.
Risultato: masticazione potente e definitiva in un'unica seduta, completamente senza finte gengive, con la solidità dell'osso basale che non si riassorbe.
L'All-on-Full™ scarica forze verticali su tutti i molari, come natura vuole. L'All-on-4/6 scarica forze oblique solo sul frontale: impianti, osso e denti non progettati per sopportare quelle sollecitazioni. È la biomeccanica del compromesso — e il compromesso, prima o poi, si paga.
«Estraiamo quello che è rimasto, inseriamo solo 4 impianti — due dritti davanti e due inclinati dietro — e in poche ore avvitiamo una protesi fissa. Con soli 4 perni torni a masticare e hai risolto per sempre». Venduta come la scorciatoia moderna, economica e veloce per buttare via la dentiera.
Con 4 impianti concentrati nella parte anteriore, la protesi non può allungarsi all'indietro: il Toronto Bridge su 4 impianti si ferma ai premolari. Mancano i veri molari posteriori, quelli che triturano il cibo: mastichi "a metà".
Reggere un intero ponte (12-14 denti) su soli 4 punti d'appoggio nell'osso alveolare che sta sparendo: tutta la forza masticatoria si scarica su pochissimi perni → usura precoce, micro-fratture, cedimenti strutturali.
Poiché l'osso si è ritirato e i seni sono vuoti, la protesi compensa con una spessa barra di resina (finta gengiva): spazio chiuso e difficile da pulire dove i residui di cibo si accumulano, scatenando infezioni e perimplantite silenziose.
La tecnica commerciale dell'All-on-4 serve principalmente a semplificare la vita al dentista (che piazza 4 viti standard dove capita) piuttosto che a darti la migliore masticazione possibile.
Con un protocollo anatomico avanzato avresti potuto avere una dentatura forte, completa di tutti i molari, senza finte gengive e senza compromessi.
Con la BSS™ non ci accontentiamo dei 4 impianti corti e inclinati: sfruttiamo l'osso basale profondo e pilastri strategici mirati (zone 18, 28, 15, 25, bypassando i seni) per una struttura solida e completa.
Riabilitazione totale con 14 denti veri, molari posteriori ripristinati per una masticazione forte e potente, eliminate le barriere di plastica e i ristagni di cibo.
Senza subire innesti o prelievi: entri con il problema ed esci con una dentatura fissa, stabile e definitiva in appena due ore.
L'All-on-4 è il pacchetto standardizzato più facile da vendere in serie dai grandi centri commerciali: non richiede diagnosi anatomiche complesse, componenti uguali per tutti, margine di profitto massimizzato.
Un dentista o un centro senza competenze di chirurgia maxillo-facciale e senza capacità di lavorare sull'osso basale o bypassare i seni non ha altra scelta: ti proporrà sempre l'All-on-4, facendotelo passare per "la massima innovazione".
Ora sai che un All-on-4 è solo un compromesso al ribasso: la scelta tra un'arcata monca e una soluzione anatomica completa è totalmente nelle tue mani.
Ecco cosa fa la Bilateral Sinus Solution su un fallimento di All-on-4: tutti i molari, 14, senza finte gengive.
I pazienti che arrivano dopo un All-on-4 fallito si ritrovano con infezioni croniche, perimplantite e impianti compromessi dal sovraccarico meccanico. Eseguiamo la bonifica frontale, ripuliamo e rigeneriamo i tessuti, poi reinseriamo i nuovi impianti nella parte anteriore.
Abbandoniamo i vecchi schemi commerciali dell'All-on-4 che lasciano la bocca monca: ai nuovi impianti anteriori abbiniamo due impianti basali posteriori che reggono e bypassano i seni mascellari, con stabilità primaria sufficiente ad avvitare tutti i 14 denti fissi in 1-2 ore.
In un'unica seduta: masticazione potente e definitiva, completamente senza finte gengive, sulla solidità dell'osso basale che non si riassorbe.
Fallimento All-on-4 risolto — tutti i molari, senza finte gengive
Giovanni è felicissimo — lo prendiamo un po' in giro…
L'All-on-Full™ scarica forze verticali su tutti i molari, come natura vuole. L'All-on-4 scarica forze oblique solo sul frontale: impianti, osso e denti non progettati per sopportare quelle sollecitazioni. La differenza sta in dove viene ancorato l'impianto.
Quando la TAC mostra l'osso del mascellare completamente scomparso, il centro tradizionale — incapace di gestire l'osso basale profondo — cala l'asso della chirurgia più pesante: perni lunghissimi che partono dalla bocca e si ancorano dentro l'osso dello zigomo, in sala operatoria, spesso in sedazione profonda o anestesia totale, con viti che attraversano i distretti facciali.
Viti enormi (30-50 millimetri) che partono dalla cresta alveolare e perforano il seno mascellare per trovare ancoraggio nello zigomo: rischio elevato di complicanze sinusali croniche, sinusiti persistenti, infezioni profonde e lesioni alle strutture vicine.
Intervento pesante con gestione ospedaliera complessa; la protesi montata sui pilastri ha volumetria anomala e ingombrante, difficile da pulire e da gestire anche per la fonetica.
L'impianto zigomatico fa leva su una struttura ossea esterna e lontana (lo zigomo): se l'osteointegrazione fallisce o subentra un'infezione su una sola delle lunghe viti, il cedimento meccanico è devastante per tutta l'arcata.
Ti fanno credere che il tuo cranio non offra nessun'altra alternativa per avere denti fissi: l'intervento estremo viene presentato come "ultima spiaggia" per evitare la dentiera.
Anche in presenza di atrofia estrema, una chirurgia maxillo-facciale esperta dell'osso basale profondo avrebbe evitato di trapanare lo zigomo: sfruttando i pilastri nativi con la conoscenza millimetrica della dissezione umana, senza barre extraneoplastiche nel viso.
Nessuna vite extralunga che attraversa il volto, nessuna perforazione profonda verso l'osso zigomatico, nessuna chirurgia invasiva e invalidante.
La densità e la solidità dell'osso basale profondo permettono di individuare i percorsi anatomici corretti per una stabilità primaria assoluta, bypassando le zone compromesse senza migrare fino allo zigomo.
Protesi fissa completa, forte e definitiva, azzerando i rischi di complicanze sinusali croniche tipiche delle lunghe viti zigomatiche.
Chi non sa lavorare sull'osso basale profondo ha solo due strade: la dentiera mobile o l'impianto zigomatico estremo. Non conoscendo la BSS™, non possono offrirtela.
I centri che spingono su queste super-tecniche le presentano come "rivoluzionarie", tacendo sui rischi reali a lungo termine e sulle difficoltà di gestione in caso di infezione.
Svelare i limiti e i pericoli di ciò che viene spacciato per "unica via": nero su bianco, la realtà clinica basata sull'anatomia e sul rispetto del corpo del paziente.
Azzeriamo le viti extralunghe che trapanano lo zigomo: un impianto in zona 18, uno in zona 28, passando attraverso la zona 15 e 25.
Nella zona anteriore valutiamo l'osso presente: se la situazione lo consente 4 impianti tradizionali; con atrofie anteriori, una griglia con 4 monconi.
Configurazione geometrica + stabilità primaria dell'osso basale: in 1-2 ore si rimuove la dentiera e si consegna un'arcata completa di 14 denti fissi, con tutti i molari, completamente senza finte gengive.
Lo zigomo: l'osso in cui si ancorano (e falliscono) le viti zigomatiche — fuori dalla bocca. Noi non lo tocchiamo mai.
Quando l'osso posteriore è assottigliato e il seno mascellare si è "espanso" verso il basso, il centro tradizionale propone il grande intervento: aprire la parete del seno, scollare la membrana di Schneider, riempire con osso sintetico, animale o umano, e aspettare dai 6 ai 9 mesi che si formi l'osso nuovo — sperando che la membrana non si rompa e che l'organismo non rigetti il materiale.
Intervento altamente invasivo: il rischio principale è la perforazione della membrana del seno durante lo scollamento — se si rompe, l'operazione salta o si rischiano infezioni e sinusiti croniche devastanti. Gonfiori, dolori prolungati e congestione nasale sono la norma.
Il materiale deve integrarsi e trasformarsi in osso vitale: se il corpo lo rifiuta, se subentra un'infezione o fallisce la vascolarizzazione, l'intero impianto crolla e il paziente si ritrova punto e a capo, con mesi di sofferenza buttati al vento.
Per 6-9 mesi il paziente aspetta che l'innesto maturi, spesso senza una vera riabilitazione fissa stabile, con provvisori precari che gravano sulla vita sociale e psicologica.
Esisteva una tecnica chirurgica in grado di bypassare completamente il seno mascellare: senza aprirlo, senza riempirlo di materiali estranei, senza farti aspettare mesi.
Pensa alla vulnerabilità dell'osso ricostruito artificialmente sotto la masticazione quotidiana: informarti prima di rischiare la perforazione di una membrana sinusale era il tuo diritto. La medicina commerciale si guarda bene dal farlo.
Non tocchiamo i seni mascellari, non apriamo finestre ossee laterali, non inseriamo materiali da riempimento: azzerrato il rischio di perforare la membrana di Schneider e di scatenare sinusiti croniche.
Invece di ricostruire l'osso che non c'è più, sfruttiamo l'osso basale: posizionamento strategico in zona 18 e 28, passando in 15 e 25 — i seni vengono elegantemente e chirurgicamente bypassati, trovando ancoraggio in pilastri nativi solidissimi ed eterni.
Il paziente entra con i seni "scesi" e la diagnosi di impossibilità ossea, e in appena due ore esce con una struttura fissa solida, pronta a sostenere una masticazione completa e forte, senza attese infinite.
I grandi centri si basano su protocolli standardizzati di massa: lunghi passaggi, interventi complessi e un alto volume di fatturato legato a ogni singola fase del calvario del paziente.
Per la BSS™ non basta un corso di un fine settimana: serve la conoscenza profonda dell'anatomia umana, acquisita con la dissezione reale su cadavere e anni di esperienza maxillo-facciale. Chi non ha questa preparazione preferisce la strada demolitiva del rialzo.
Nessuno ha interesse a dirti che esiste una scorciatoia sicura, anatomica e definitiva finché sei tu a subire costi e dolori di procedure superate. Ora hai la prova provata di come stanno realmente le cose.
Paziente senza osso che ha evitato i rialzi — con i provvisori: chiede come sarà il definitivo. Giudicate voi.
Senza osso evita innesti, rialzi, zigomatici — con la nostra tecnica ottiene tutti i molari senza gengiva
I seni paranasali: il seno mascellare è la cavità che la tradizione apre e riempie — e che noi semplicemente bypassiamo.
Qualsiasi paziente che si affidi a un centro commerciale o tradizionale si scontra con protocolli standardizzati, invasivi e spesso destinati a compromessi dolorosi. Ecco come la Bilateral Sinus Solution™ (BSS) li evita e li risolve tutti — con i casi reali, in video.
Una nostra carissima paziente proviene da un fallimento All-on-4, poi 20 anni di dentiere. Ha scoperto Nicola Lettera, ci ha chiamato dalla Sardegna: le abbiamo detto di stare tranquilla — vedrai che risolvi. Ed è andata esattamente così: in 2 ore abbiamo risolto tutto, con la BSS a griglia: carico immediato con 2 basali posteriori e griglia frontale. Dopo 4 mesi la Circolare d'Autore® definitiva: 14 denti, tutti i molari, senza gengiva.
Il problema: doppi interventi (mento o anca) e mesi di attesa con zero garanzie: gli innesti si riassorbono sotto carico. La soluzione BSS: zero prelievi, zero ricoveri, ancoraggio immediato nell'osso basale in 2 ore.
Il problema: scollare la membrana di Schneider e riempire le cavità, con perforazioni, sinusiti croniche e mesi di agonia. La soluzione BSS: zero rialzi, il seno viene aggirato sfruttando l'osso basale.
Il problema: viti extralunghe (fino a 50 mm) conficcate nello zigomo, chirurgia facciale invasiva. La soluzione BSS: nessun impianto nello zigomo: stabilità primaria con i pilastri basali nativi 18/28 e 15/25.
Il problema: 6 perni in un osso alveolare che sta morendo, finte gengive che fanno ristagnare il cibo e causano perimplantiti. La soluzione BSS: addio all'alveolare che crolla: struttura pulita con tutti i molari ripristinati.
Il problema: dentatura monca che si ferma ai premolari: forza scaricata su 4 perni precari, cortocircuito biomeccanico. La soluzione BSS: masticazione forte e completa su 14 denti veri.
Il problema: un'unica barra con spesse finte gengive: covo di batteri e infezioni. La soluzione BSS: una protesi che si appoggia alla cresta in modo igienico e definitivo, senza zone nascoste.
Chi ha già fallito ha perso la fiducia. La filosofia del Network: non lasciare il paziente solo. La prima domanda non è «Chi ha sbagliato?» ma «Che cosa è successo e che cosa possiamo capire oggi dalla sua anatomia?».
Fallimento All-on-4 + 20 anni di dentiera: risolto in 2 ore con la BSS
Fallimento All-on-6 risolto (1/2)
Fallimento All-on-6 risolto (2/2)
20 anni di dentiere: oggi ha risolto (1/2)
20 anni di dentiere: oggi ha risolto (2/2)
Il rischio dei viaggi della speranza low-cost (1/4)
Fallito all’estero e abbandonato (2/4)
Torna con un fallimento (3/4)
La riabilitazione definitiva (4/4)
La BSS per pazienti atrofici senza osso (1/5)
2 grandi rialzi evitati (2/5)
Atrofici senza osso, porzione posteriore (3/5)
La protesi in ceramica (4/5)
La BSS: una delle risposte chirurgiche (5/5)
1/10 — L’inserimento dell’impianto pterigoideo (zona 18)
2/10 — L’inserimento dell’impianto (zona 15)
3/10 — L’inserimento degli impianti (zona 28)
4/10 — L’inserimento dell’impianto (zona 25)
5/10 — Il provvisorio a carico immediato
6/10 — Segue il provvisorio
7/10 — Dopo 6 mesi: la Circolare d’Autore®
8/10 — L’inserimento della Circolare d’Autore®
9/10 — Le prove di occlusione
10/10 — Il risultato finale
Fallimenti risolti: provvisorio senza finta gengiva in 1 ora
Senza osso nella mandibola: il risultato naturale
Il cambio protesi: estetica e funzione senza finte gengive
Non vuole innesti, rialzi e zigomatici (1/6)
La tecnica BSS che evita gli zigomatici (2/6)
Il nostro caro paziente da Napoli (3/6)
Riabilitazione completa sopra e sotto (4/6)
L’inserimento della Circolare senza finta gengiva (5/6)
Le protesi in ceramica fatte a mano su misura (6/6)
Nessuno la voleva operare (1/5)
Una maestra di Trieste (2/5)
Dopo tante sofferenze: denti fissi naturali (3/5)
Atrofica senza osso: in 2 ore (4/5)
Grave atrofia: evita l'edentulia (5/5)
Da 20 anni di dentiere a denti fissi in 2 ore (1/3)
Portatore di dentiera da 20 anni (2/3)
Senza osso: da 20 anni di dentiere a denti fissi (3/3)
Giovanni si affida a Implantologia Network (1/7)
Le reali soluzioni, non raccontate (2/7)
Le reali soluzioni (3/7)
Le reali soluzioni (4/7)
Le reali soluzioni (5/7)
Nicola supporta e accompagna Giovanni (6/7)
Fallimento All-on-4 e soluzione (7/7)
30 anni di lavoro chirurgico
Dopo 2 fallimenti: un'altra strada è possibile (1/5)
Giuseppe da Bergamo: 2 fallimenti senza osso (2/5)
Il giorno dell'intervento (3/5)
La testimonianza di Giuseppe (4/5)
Senza osso, 2 fallimenti (5/5)
65 anni, senza osso: il risultato BSS
Un'altra implantologia è possibile (1/4)
Dalla Francia, con le dentiere (2/4)
Grave atrofia: 4 zigomatici evitati (3/4)
Da senza osso a denti fissi (4/4)
Paziente dalla Sardegna: fallimento All-on-6, dentiera, in 1 ora denti fissi
Da fallimento All-on-6 a denti fissi in mattinata
Intervento basale a griglia dopo fallimento All-on-6
Se non hai ancora fatto nulla, non rischiare. Mettiti nelle mani di Implantologia Network e dei suoi maxillo-facciali: funzione, estetica, potenza della masticazione e carichi occlusali, con denti naturali, senza finte gengive.
Invia la tua panoramica a Nicola Lettera con WhatsApp — chiamalo e raccontagli il tuo caso: ti aiuterà tutelandoti. 388 752 7525
L'osso alveolare è la porzione dell'osso mascellare e mandibolare che circonda e sostiene i denti. È un osso dipendente dalla presenza dentale: si sviluppa con i denti e si riassorbe progressivamente dopo la loro perdita, perché non riceve più gli stimoli meccanici della masticazione.
Densità variabile da D2 a D4 (meno denso dell'osso basale) · soggetto a riassorbimento dopo la perdita del dente · posizione superficiale (circonda le radici) · spessore variabile per fattori genetici, parodontali ed edentulia.
Quando i denti vengono persi, l'osso alveolare si riassorbe: è la principale causa di insufficiente volume per l'implantologia tradizionale. Conseguenze: riduzione di altezza e spessore, pneumatizzazione del seno, impossibilità di inserire impianti senza innesti.
Le forze vengono assorbite dalle trabecole dell'osso spugnoso (un "ammortizzatore" naturale), ma la stabilità dipende dal millimetro d'osso più superficiale: al minimo cedimento della cresta, la leva aumenta e la vite si indebolisce.
L'osso basale è la porzione più profonda e stabile dell'osso mascellare e mandibolare: non si riassorbe nel tempo ed è costituito da tessuto corticale compatto (D1-D2), estremamente resistente e denso. È il fondamento della Bilateral Sinus Solution™ (BSS).
Densità elevata (D1-D2 secondo Lekholm e Zarb) · non si consuma con l'età o la perdita dei denti · posizione profonda (struttura portante del massiccio facciale) · ottima vascolarizzazione che favorisce l'osteointegrazione.
Comprende: tuberosità mascellare (tuber), processo pterigoideo dello sfenoide, processo piramidale dell'osso palatino e premascella (zona nasale e incisiva): i siti di ancoraggio di pterigoidei e impianti nasali.
Gli impianti basali bypassano le zone superficiali e si connettono alle corticali profonde: le forze si scaricano direttamente sulle linee di forza dello scheletro facciale. La connessione non si deteriora con gli anni: forza massima fin dai primi giorni.
Garantisce durezza e resistenza alla compressione: idrossiapatite (cristalli di fosfato di calcio), carbonato di calcio e sali minerali (magnesio, sodio, potassio, fluoro, stronzio).
Fornisce elasticità e resistenza a torsione e trazione: collagene di tipo I (oltre il 90%), osteocalcina, osteonectina, osteopontina, proteoglicani — più osteociti, osteoblasti e osteoclasti che mantengono il tessuto.
Il massetere: con tutti i molari al loro posto torna a erogare piena potenza.
Vantaggi: stabilità primaria con torque elevato (carico immediato), nessun riassorbimento, eccellente osteointegrazione.
L'implantologia si divide in due mondi: l'osso alveolare — che si consuma, si riassorbe e sparisce — e l'osso basale — corticale, durissimo, che non si riassorbe mai.
Per decenni nessuno ha mai osato usare davvero l'osso basale. Noi lo abbiamo fatto: è il grande salto che ha azzerato le tecniche tradizionali.
La Bilateral Sinus Solution™ (BSS) bypassa il seno mascellare con un posizionamento chirurgico millimetrico: si passa sopra o attraverso la zona critica agganciando l'osso basale.
È la risposta definitiva alla grande incognita che ha terrorizzato i chirurghi per anni — e che ha costretto i pazienti a protesi accorciate o a rialzi e zigomatici.
I nostri impianti speciali sono fatti per un osso speciale: l'osso basale — corticale, durissimo, che non si riassorbe per tutta la vita. Nessun altro protocollo lavora lì.
Nasce All-on-Full — ciò che mancava all'All-on-4/6: molari completi
Senza osso evita i rialzi: in 2 ore la tecnica All-on-Full risolve
Reduce da fallimenti, innesti e 20 anni di dentiera: chiama Nicola
Affidarsi a Implantologia Network: essere tutelati
Circolare d'Autore®: All-on-Full e BSS finalizzano 14 denti
Impianto strategico oltre il seno: l'impianto che evita i rialzi
Questo paziente era atrofico, senza osso: gli avevano proposto 4 zigomatici. Da noi ha evitato tutto: niente innesti, niente rialzi, niente zigomatici. In 2 ore si è ritrovato con una dentatura da attore. Ecco il percorso, passo per passo:
1 · Inserimento impianti basali — eviti innesti, rialzi e zigomatici, anche se atrofico senza osso
2 · La protesi fissa — 14 denti senza finta gengiva, tutti i molari
3 · L'inserimento in bocca — la protesi entra senza finta gengiva
4 · Anche la mandibola — l'inserimento sul settore inferiore
5 · Il circolare di sopra — montato e lucidato a regola d'arte
6 · Il risultato — 14 denti a labbra alzate, senza gengiva: il paziente che doveva fare 4 zigomatici, in 2 ore ha una dentatura da attore
Labbra sollevate — 14 denti senza finta gengiva, tutti veri
Si ammira allo specchio — il sorriso nuovo, naturale
E ci ringrazia — la gioia di chi ha ritrovato la bocca
Il paziente spiega — il fallimento che ha subito
Sempre lui — il fallimento, raccontato dal vivo
Prosegue a spiegare — la storia della sua bocca
Quando abbiamo risolto tutto — i ringraziamenti
Questo paziente aveva i 4 zigomatici già fissati in sala operatoria. Ci ha visti, ha chiamato Lettera ed è venuto da noi: abbiamo evitato tutto. Ecco i momenti della sua riabilitazione:
Il momento dell'inserimento — la protesi che entra
Scampato ai 4 zigomatici — la parte opposta della mascella
La protesi 14 denti — senza finta gengiva, tutti i molari: corretta e longeva masticazione
La protesi inserita — contentissimo di essere scampato ai 4 zigomatici, estetica impeccabile
Il paziente con la protesi — felicissimo
Tecnica chirurgica di implantologia basale per la riabilitazione del mascellare superiore con atrofia grave. Il nome deriva dal "cerchiaggio" del seno mascellare: gli impianti vengono posizionati intorno al seno, bypassandolo, senza doverlo manipolare.
Storia: dal 1997 l'Équipe di Nicola Lettera ha scoperto che era possibile bypassare il seno mascellare e sfruttare l'osso basale, eliminando gli interventi invasivi sui seni e gli innesti.
Il principio fondante è l'uso dell'osso basale come sito di ancoraggio primario. Mentre l'osso alveolare si riassorbe, l'osso basale rimane integro. Il posizionamento strategico degli impianti cinge il seno mascellare senza mai entrarvi, creando un supporto perimetrale all'arcata superiore.
2 impianti pterigoidei (19-21 mm) inclinati 45°-60°: attraversano il tuber e si ancorano nelle lamine corticali dello sfenoide per circa 1 cm.
2 impianti nasali trasversali nelle fosse retrocanine (NON sono impianti basali): ancorati nell'osso durissimo.
2-4 impianti sub-nasali o impianti a lama: stabilizzano la protesi nella zona anteriore.
L'impianto pterigoideo attraversa il tuber e si blocca nelle lamine corticali dello sfenoide: ancoraggio di estrema stabilità.
Le forze masticatorie vengono distribuite sui pilastri di resistenza naturali dello scheletro facciale.
Impianti posizionati intorno al seno senza manipolarlo: integrità anatomica preservata.
Evita prelievi da anca, cranio o mandibola.
Il seno mascellare non viene mai toccato.
Protesi fissa in 24-48 ore, provvisorio in 1 ora.
Zirconio-ceramica, masticazione completa con molari posteriori.
Rispetto alle tecniche tradizionali.
Grazie alla stabilità dell'osso basale.
La base della masticazione: dividono il carico tra dietro e davanti. Non sono "pterigoidei da 10-13 mm nel tuber": sono impianti basali da 19/21 mm nelle lamine corticali dello sfenoide (D1). Stabilità assoluta.
Stabilizzano la zona frontale, permettono di costruire la struttura e garantiscono estetica e funzione.
Ogni premaxilla è una storia a sé: traversali, nasali, sub-nasali, spinali, split crest, a lama, frese reverse. Non esiste un modello unico: esiste il paziente.
Quando manca tutto, dietro e davanti: mai zigomatici. Dietro 2 basali posteriori che reggono la masticazione, davanti una griglia con 4/6 impianti che ricrea la base ossea mancante.
La BSS non è una tecnica: è un metodo. Un protocollo che si adatta alle condizioni ossee del paziente, non il contrario. Perché funziona sempre: perché nasce sull'anatomia reale.
L'impianto strategico oltre il seno — l'impianto che ti evita i rialzi
Zona 18 — impianto pterigoideo 21×4,5: ancoraggio bicorticale, torque 100-150 N
Zona 28 — impianti 21×4,5: il pilastro posteriore destro
Zona 15 — impianto 19×4,5: fossa retrocanina, torque 100-120 N
Zona 25 — impianto 19×4,5: il cerchio delle 4 zone si chiude
Impianti senza innesti: la rivoluzione — 14 denti con tutti i molari
Implantologia BSS: la variante zigomatica — 14 denti anche nei casi estremi
Marisa: gravissima atrofica senza speranza — riabilitata con BSS e griglia
Carico immediato senza osso — dal provvisorio alla Circolare d'Autore®
Senza osso evita i rialzi: in 2 ore la tecnica risolve
Ci ancoriamo saldamente in osso basale durissimo nei siti 18, 28, 15 e 25, con impianti lunghi 21×4,5 mm: i 4 punti di massima resistenza naturale del cranio.
I molari stanno proprio lì, dove il massetere scarica la sua immensa potenza. La forza torna fisiologica: azzerato il sovraccarico frontale che distruggeva l'All-on-4.
Ogni dente ha il suo sostegno. Zero finta gengiva, zero volumi finti: una masticazione completa, corretta e naturale al 100%, anche con osso scarso.
Carico immediato: si esce con la bocca nuova. Nessuna attesa, nessun mese senza denti, nessuna protesi provvisoria ingombrante.
Se serve una bonifica per infezioni, alveoli, cisti o granulomi, il materiale viene meticolosamente rimpiazzato: volumi ossei e gengivali preservati, papille naturali protette.
La protesi definitiva: 14 denti in ceramica, manufatto sartoriale con marchio di originalità fatto a mano. I tuoi denti nascono direttamente dalle tue gengive, estetica e potenza totale.
La nostra tecnica si ancora esclusivamente all'osso basale: pilastro pterigoideo, palatino, corticale profonda. Mai osso alveolare.
L'osso alveolare — quello che ospitava i denti — si riassorbe dopo la perdita dei denti e continua a sparire nel tempo. L'osso basale è lo scheletro cranico profondo: corticale, durissimo, non si riassorbe mai.
Quattro colonne di osso basale, nei punti di massima resistenza naturale del cranio: 18 e 28 (pilastri pterigoidei posteriori) e 15 e 25 (pilastri zigomatico-alveolari). Impianti lunghi 21×4,5 mm in corticale D1. Ecco ogni zona, con il suo video:
Anatomia basale: tuberosità mascellare e processo pterigoideo dello sfenoide: corticale D1, la più dura del cranio.
Perché basale, non alveolare: si aggancia allo scheletro cranico di fondo, che non si riassorbe mai; la tuberosità è l'ultima zona a sparire.
Biomeccanica: regge il molare posteriore, nel punto esatto dove il massetere scarica il carico pesante (60-70% della forza masticatoria).
Video zona 18 — il riferimento visivo
Anatomia basale: buttress zigomatico-alveolare (corticale tra zigomo e processo alveolare) e corticale del pavimento del seno.
Perché basale, non alveolare: è il pilastro facciale compatto, una struttura portante che non subisce il riassorbimento alveolare.
Biomeccanica: distribuisce il carico del settore medio verso la struttura facciale, stabilizzando l'arcata in senso antero-posteriore.
Video zona 15 — il riferimento visivo
Anatomia basale: processo pterigoideo dello sfenoide sinistro: corticale D1, gemello speculare della zona 18.
Perché basale, non alveolare: ancoraggio nello scheletro cranico di fondo, non riassorbibile, indipendente dall'osso alveolare.
Biomeccanica: chiude la simmetria bilaterale con la 18: i due molari posteriori veri reggono il carico del massetere su entrambi i lati.
Video zona 28 — il riferimento visivo
Anatomia basale: buttress zigomatico-alveolare sinistro e corticale del pavimento del seno: osso compatto portante.
Perché basale, non alveolare: come la 15, sfrutta il pilastro facciale, una struttura stabile che non si riassorbe.
Biomeccanica: completa le 4 colonne di ancoraggio: carichi distribuiti su tutta l'arcata, mai più sovraccarichi frontali.
Video zona 25 — il riferimento visivo
I vecchi sistemi ancorano gli impianti nell'osso alveolare: un tessuto spugnoso e instabile, che la parodontite ha distrutto e che continua a riassorbirsi nel tempo. È come piantare paletti nella sabbia: il cedimento arriva prima o poi, con i fallimenti che vediamo ogni giorno.
La tecnica si sposta interamente sull'osso basale, corticale e profondo: si ancora direttamente sulla roccia, un tessuto non riassorbibile, immune alla piorrea, che garantisce stabilità a vita. Dalla sabbia alla roccia: la differenza tra le due filosofie è abissale.
La geometria dell'All-on-Full™ si basa su pilastri strategici che blindano l'arcata mascellare, creando una distribuzione delle forze perfetta e naturale:
Impianti dedicati ad altissima portanza: 19 o 21 mm di lunghezza, diametro 4,5 mm, nella regione pterigoidea profonda. L'impianto attraversa il tuber, si interseca con l'osso palatino e lo sfenoide, impegnando 1 cm nelle lamine corticali (osso cranico puro). Torque fino a 150 Ncm: ancoraggio cranico che sostiene interamente la masticazione molare.
Le fosse retrocanine: aree di estrema durezza e densità (residuo evolutivo dei canini dei predatori) che garantiscono un ancoraggio basale antero-laterale perfetto. Completano il quadrilatero di stabilità con i pilastri posteriori, distribuendo i carichi su tutta l'arcata e proteggendo la premaxilla.
Nella zona anteriore (da canino a canino) non viene imposta masticazione gravosa. Gli impianti anteriori (nasali/sub-nasali, split crest o viti mirate, su misura per il caso) servono alla premaxilla per tagliare, strappare, afferrare e sostenere il labbro: funzione estetica e incisale, senza stress biomeccanico.
Due casi veri, due fallimenti — All-on-4 e All-on-6 — risolti con il protocollo All-on-Full™:
Fallimento All-on-6 risolto — il paziente chiama Nicola e risolve in 1 ora
Fallimento All-on-4 — la soluzione All-on-Full™
Il risultato — tutti i molari, senza finta gengiva
Grazie alla stabilità dei pilastri basali, l'architettura protesica restituisce un'arcata completa di 14 denti naturali in ceramica, senza l'ingombro di finti profili gengivali in plastica.
Niente finta gengiva, niente spazi morti: eliminate le tasche in cui si infiltra il cibo. Niente residui, niente infiammazioni croniche, addio al rischio di perimplantite.
Carichi distribuiti e tutti i molari posteriori: masticazione efficiente di qualsiasi cibo, protezione della muscolatura e dell'articolazione temporo-mandibolare, prevenzione dei disturbi digestivi.
Risolvere definitivamente la piorrea in un unico percorso strutturato restituisce sicurezza e autostima immediata, spazzando via ansia e depressione sociale legate a protesi mobili e sorrisi compromessi.
La protesi Circolare d'Autore® completa la riabilitazione: 14 denti, tutti i molari, senza gengiva — connessioni posteriori su impianti basali che riattivano a pieno regime la potenza del 100×100 della forza masticatoria umana e il massetere.

L'arcata superiore completa: 14 denti, molari veri, zero finta gengiva. La bocca torna quella di prima.

Il seno mascellare accerchiato bilateralmente: l'impianto pterigoideo inclinato passa sopra il seno, in osso basale.

L'ancoraggio pterigoideo posteriore nel palato: la colonna di osso basale che regge i molari.
In 2 ore risolviamo atrofie e problemi d'osso, evitando innesti, rialzi e zigomatici. Al contempo creiamo impianti in osso basale durissimo, che non si riassorbe, e riportiamo tutti i molari.
Così il massetere può erogare sui molari veri il suo pompaggio di forza masticatoria 100×100, tutta ben distribuita.
Con la mancanza di molari — come nell'All-on-4 — le forze trasversali e oblique sovraccaricano i denti centrali e frontali: denti fatti per afferrare, tagliare e strappare, non certo per masticare e triturare.
Per pazienti da 20 anni senza denti, con fallimenti e dentiere: in 2 ore denti fissi, 14 denti, tutti i molari. È la nostra ulteriore tecnica: BSS — Bilateral Sinus Solution. Il seno mascellare viene accerchiato bilateralmente, senza innesti, senza rialzi, senza zigomatici:
La tecnica BSS — 20 anni senza denti, fallimenti e dentiere: in 2 ore denti fissi, 14, tutti i molari
Sempre lei — durante l'intervento
Sempre lei — intervento basale dietro, griglia frontale
Sempre lei, dopo 6 mesi — al definitivo
14 denti — che non poteva avere
Ogni paziente può consultare e chiamare: i protocolli All-on-Full™ e BSS sono pubblici, documentati e verificabili. Video registrati, casi clinici con foto prima/dopo, tecnica spiegata passo dopo passo. Nessun segreto, nessun trucco: ciò che facciamo è scritto e mostrato. Se vuoi sapere qualsiasi cosa, chiedi a Implantologia Network.
Rifiutati, riassorbiti, infetti: li risolviamo con l'osso basale.
Complicanze e dolore: mai più rialzi. Il seno si bypassa (BSS).
Impianti invasivi e sproporzionati: li rimuoviamo senza ricostruire.
Cantilever e sovraccarico frontale: azzeriamo e ricostruiamo completo.
Bonifica con preservazione dei volumi: salute ed estetica insieme.
Masticazione dimezzata e finta gengiva: riportiamo i molari veri.
Quando tutti scappano, resta solo Nicola Lettera a risolvere i fallimenti dei medici.
I veri chirurghi maxillo-facciali capaci di operare a questo livello si contano sulle dita di due mani in Italia. Quasi un intero palmo di quelle mani fa parte dell'équipe esclusiva di Implantologia Network.
È lui che monitora personalmente l'intero iter dal primo giorno: raccoglie i dati, coordina la diagnosi collegiale tra i massimi esperti e traduce il linguaggio medico in parole semplici.
Nicola Lettera è il consulente implantare che ha cambiato il modo di affrontare la riabilitazione orale complessa. Non è un medico e non pretende di sostituirsi al medico: è il professionista che seleziona il sistema di competenze necessario affinché ogni paziente venga operato da chi è realmente preparato per quel caso.
Anni di esperienza sul campo hanno portato alla creazione di protocolli proprietari — BSS™ e All-on-Full™ — pensati per offrire certezze cliniche reali, superando i limiti dei metodi commerciali tradizionali.
Il Network non è una catena di studi ma una catena di competenze: il paziente arriva alla sede, la competenza viene scelta in funzione del paziente, il progetto viene discusso collegialmente prima dell'intervento. Il paziente complesso — l'atrofico, il "fallito", chi porta la dentiera da vent'anni — trova qualcuno che ricominci a studiare il suo caso da zero, partendo dalla sua anatomia.
Professionisti selezionati con criteri rigorosi: formazione maxillo-facciale, conoscenza dell'anatomia umana, esperienza documentata nei casi complessi, competenza nelle tecniche necessarie, esperienza con atrofie e fallimenti, capacità di lavorare con protocolli condivisi — e l'empatia come filtro finale.
«La squadra cambia. Il criterio di selezione no.»
Corsi di anatomia e dissezione su cadavere, interventi complessi, fallimenti implantari, progettazione implantare, lettura di TAC e panoramiche: non per diventare un chirurgo, ma per saper riconoscere un chirurgo competente da uno che non lo è.
Da questa esperienza è nata la prima mappa nazionale delle sedi a controllo centralizzato: la sede, la squadra e il chirurgo possono cambiare in funzione del caso, ma il progetto rimane sottoposto a un criterio centrale.
La tecnica definitiva per chi non ha osso posteriore: evita zigomatici, innesti e grandi rialzi. 2 impianti posteriori basali e 4/5 anteriori, con griglia e carico immediato in 1 ora.
La riabilitazione totale senza finta gengiva e con tutti i molari: la tecnica che permette ai giovani di fare una sola implantologia nella vita.
La riabilitazione estetica dell'arcata completa, progettata come un'opera unica: 14 denti in ceramica, senza finta gengiva, con tutti i molari.
Nicola Lettera spiega la tecnica — la BSS che ogni paziente otterrà
Il vero limite scomodo dell'All-on-4 — quello che nessuno racconta
2 fallimenti e 20 anni di dentiere: in 1 ora denti fissi
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Valutazione e presidi disponibili a La Spezia, in Liguria — prenota la tua diagnosi collegiale.
Implantologia Network — Équipe Collegiale Nazionale.
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Pazienti arrivati da noi dopo i fallimenti: All-on-6 fallita, All-on-4 fallita, 20 anni di dentiera, due fallimenti e la paura di non farcela più. In 2 ore denti fissi. Ecco le loro storie, raccontate da loro:
La signora — fallisce l'All-on-6, poi 20 anni di dentiera. Nessuno era in grado. Da noi: 2 ore, denti fissi. Oggi contentissima
Giovanni — All-on-4 fallita. Noi in 2 ore con All-on-Full: tutto risolto, circolare senza gengiva, 14 denti, tutti i molari
Giovanni, prima dell'intervento — con Nicola Lettera
Giovanni termina — denti fissi
Giovanni ringrazia
Giuseppe da Bergamo — 2 fallimenti, non voleva la dentiera. Oggi sorriso da star: osso basale, 14 denti, tutti i molari, senza gengiva. Non ci crede ancora
Giuseppe — la testimonianza
Giuseppe — mentre inseriscono il circolare
Giuseppe alla fine — labbra sollevate
Alcuni dei nostri casi, in generale: 85 anni e un sorriso nuovo, testimonianze, arcate sopra e sotto, dentiere evitate, estetica senza finta gengiva. Guarda e giudica:
A 85 anni — il sorriso ritrovato
Cristina — la testimonianza
Sopra e sotto — arcate complete
Ha evitato la dentiera
Un sorriso da donna — estetica e naturalezza
Senza finta gengiva — i denti nascono dalle gengive
Un altro bel caso
Un altro bel caso — il sorriso che cambia la vita
Un altro bel caso — il sorriso che cambia la vita
I casi che vedete qui sotto sono tutti nostri colleghi pazienti, tutti atrofici nella zona posteriore del mascellare superiore, senza osso. Grazie alle nostre tecniche All-on-Full™ e Bilateral Sinus Solution™ (BSS), come vedete, hanno evitato la classica strada tradizionale verso cui il 99% dei centri italiani vi indirizza: medici che lavorano solo con osso alveolare e, se non ce n'è, subito vi sottopongono a innesti, rialzi e zigomatici.
Ma voi, se volete scegliere nel vostro interesse, anche se non avete osso, gli dovete dire: «Di che osso state parlando? La diagnosi su quale tipologia di osso l'avete fatta? Perché se è quello alveolare, io non ci sto a sottopormi a innesti, rialzi e zigomatici. Prendo l'altra strada, quella nel mio interesse, che risparmia il mio biologico: in 2 ore risolvo tutto, con tutti i denti posteriori molari e tutti gli impianti. Evito innesti, rialzi e zigomatici, sfrutto le ossa basali durissime che non si riassorbono, riattivo la forza del 100×100 della mia masticazione, evito che restando senza molari i denti mi durino 5 anni, non metto la finta gengiva e così non corro il rischio di perimplantite».
Oggi bisogna dire basta: c'è stata troppa omissione per 40 anni. Ora Nicola Lettera vi dice, vi svela, vi fa vedere, vi fa provare la verità. Puoi chiamarlo al 388 752 7525 e sottoporgli il tuo caso.
Guarda quanti pazienti hanno scoperto la seconda via tutelata di Implantologia Network: Nicola Lettera e la sua équipe di esperti maxillo-facciali, anatomisti ed esperti in ancoraggi in osso basale.
Le risposte alle domande più comuni sull'implantologia basale, la Bilateral Sinus Solution™ (BSS), il Circolare d'Autore® e il confronto con le tecniche tradizionali. Clicca su ogni domanda per aprire la risposta:
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