Impianto Pterigoideo

Impianto Pterigoideo
Lunghezza19-21 mm
Diametro3.7-5.0 mm
Inclinazione45°-60° (sagittale)
Inclinazione laterale10°-15° (vestibolo-palatale)
AncoraggioOsso basale
Osteointegrazione94.87% successo
TecnicaBilateral Sinus Solution™ (BSS)

Impianto pterigoideo sezione sagittale

L'impianto pterigoideo è un impianto dentale lungo (19-21 mm) utilizzato per la riabilitazione dei settori posteriori del mascellare superiore in caso di atrofia ossea grave. Viene inserito nella regione della tuberosità mascellare e si estende fino alle lamine ossee dello sfenoide, dove trova un ancoraggio corticale di estrema stabilità.

Anatomia dell'area pterigoidea

L'area pterigoidea è una regione anatomica complessa composta da tre strutture: la tuberosità del mascellare, i processi pterigoidei dello sfenoide e il processo piramidale dell'osso palatino. Queste strutture sono unite da suture di tipo sinostosi, creando una regione di massima resistenza meccanica. I muscoli pterigoidei mantengono il trofismo osseo con le loro trazioni.

L'area pterigoidea è una regione anatomica complessa situata posteriormente all'arcata mascellare. È costituita da tre strutture ossee:

  1. Tuberosità del mascellare: parte convessa posteriore dell'osso mascellare
  2. Processi pterigoidei (verticali) dello sfenoide: lamine ossee verticali che si estendono verso il basso
  3. Processo piramidale dell'osso palatino: struttura intermedia tra mascellare e sfenoide

Queste tre strutture sono assemblate con suture ossee di tipo sinostosi, creando una regione di massima resistenza meccanica. I muscoli pterigoideo mediale e laterale esercitano trazioni che mantengono il trofismo dell'osso.

Vascolarizzazione

L'area è vascolarizzata da branche dell'arteria mascellare:

Caratteristiche tecniche

L'impianto pterigoideo misura 19-21 mm di lunghezza e 3.7-5.0 mm di diametro, con forma conica per massima stabilità. Viene inserito con inclinazione sagittale di 45°-60° e vestibolo-palatale di 10°-15°. Il percorso va dalla tuberosità mascellare attraverso il processo piramidale del palatino fino alle lamine corticali dello sfenoide, creando un ancoraggio bicorticale con torque superiore a 50 Ncm.

Dimensioni

Angolazione di inserimento

Percorso implantare

L'impianto segue un preciso percorso anatomico:

  1. Partenza dalla tuberosità mascellare (accesso intraorale)
  2. Attraversamento del tuber mascellare
  3. Passaggio attraverso il processo piramidale del palatino
  4. Ancoraggio finale nelle lamine corticali dello sfenoide (circa 1 cm)

Stabilità primaria

Grazie all'ancoraggio nell'osso basale di tipo D1/D2, gli impianti pterigoidei raggiungono un torque di inserimento superiore a 50 Ncm, sufficiente per il carico immediato. Questa stabilità è paragonabile o superiore a quella degli impianti tradizionali inseriti in osso nativo sano.

Vantaggi dell'impianto pterigoideo

L'impianto pterigoideo offre ancoraggio in osso basale D1-D2 con massima stabilità, bypassa il seno mascellare senza necessità di rialzo, evita innesti ossei, consente carico immediato in 24-48 ore, elimina i cantilever posteriori distribuendo ottimamente i carichi masticatori, e presenta un'alta percentuale di successo del 94.87% a 132 mesi di follow-up.

Percentuali di successo

Studi clinici su 1.893 impianti pterigoidei (634 pazienti, follow-up 12-132 mesi) dimostrano una percentuale di successo del 94.87%. I fallimenti in fase di osteointegrazione rappresentano circa il 3% (legati a errato posizionamento), mentre i fallimenti sotto carico protesico sono inferiori all'1%, confermando l'eccellente predicibilità della tecnica BSS.

Studi clinici su 1.893 impianti pterigoidei (634 pazienti, follow-up 12-132 mesi) hanno dimostrato:

Cranio di profilo: dove si ancorano i pilastri posteriori
Il percorso dell'impianto pterigoideo parte dal tuber e si ancora nelle lamine corticali dello sfenoide: nel cranio di profilo, la zona posteriore oltre il seno. Immagine: LadyofHats — Wikimedia Commons, Pubblico dominio

Video: le zone di ancoraggio

Zona 18 — impianto 21×4,5 nelle lamine corticali dello sfenoide

Il pilastro posteriore sinistro: ancoraggio bicorticale, torque 100-150 N.

Zona 28 — impianti 21×4,5 in osso basale posteriore

Il pilastro posteriore destro: osso che non si consuma.

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Parole chiave: Tuber · Sfenoide · Ancoraggio Bicorticale